La modernizzazione dei tradizionali mobili coreani trae ispirazione dal concetto estetico di ‘The Simple yet not shabby, the splendid yet not luxury
‘Semplice, ma attento ai dettagli, sontuoso senza essere di lusso’

Milano, 16 aprile 2018 – Il Ministero della Cultura, Sport e Turismo della Repubblica della Corea – “MCST” (Ministro Do Jongwhan), in collaborazione con Korea Craft & Design Foundation – “KCDF” (Direttore Choi Byung-hoon), presenta la mostra intitolata “Constancy and Change in Korean Craft 2018” alla Triennale Design Museum di Milano.

La mostra, che si terrà durante la Milano Design Week 2018 (dal 17 al 22 aprile), presenta l’arredamento contemporaneo coreano, ispirato dal concetto estetico coreano di ‘The Simple yet not shabby, the splendid yet not luxury’, che esprime semplice, ma attento ai dettagli, sontuoso senza essere di lusso.

In mostra saranno esposti 25 manufatti di 34 artisti contemporanei, che presentano mobili tradizionali e moderni come gli Yakjang (cassette dei medicinali), i Sabang-Takja (tavola in quattro direzioni), i Soban (tavolino portatile da pranzo) per introdurre agli europei le varie forme artistiche nella quotidianità sulla base della filosofia e dall’estetica tradizionale coreane.

Questa mostra è un frutto della collaborazione tra artigiani e designer nelle varie discipline della tradizione coreana. Il lavoro dimostra pienamente lo spirito di “Constancy & Change”, combinando la sensibilità dei giovani designer con l’artigianalità dei maestri.

Lo spazio espositivo racconta il processo della trasformazione dei materiali naturali attraverso le mani degli artigiani, creando un’atmosfera da sogno come se le opere fossero fuse in una nuvola velata di nebbia poiché le materie prime di tutte le opere esposte provengono dalla natura.

Il Responsabile dell’Ufficio Politica Culturale e Artistica del MCST ha annunciato il suo appoggio a continuare l’esperienza anche in futuro: “Dalla Design Week del 2013 MCST e KCDF espongono a Milano le eccellenti opere artigianali coreane, riscuotendo sempre molto successo. Ma vogliamo andare avanti.


Anche nei prossimi anni cercheremo di fare del nostro meglio per far conoscere e mostrare il valore della cultura e dell’artigianato tradizionale coreano e costruire la base per l’espansione dell’industria artigianale verso il design mondiale”.

Fonte:  Korea Craft & Design Foundation

Carlotto Liquori
Prima di conoscerci, ho incontrato una sera il suo ROSOLIO e, allora mi sono detto, esistono ancora persone che producono cose speciali, avrei il piacere di conoscerle meglio e inserirle nel blog.

Partiamo per la Valle dell’Agno, mi accoglie nella sua versione migliore, una valle delle Prealpi vicentine che scorre da nord a sud, percorsa dall’omonimo torrente, una luce invernale limpida e, le prealpi innevate all’orizzonte. Sono qui a Valdagno a pochi kilometri da Vicenza per conoscere la Carlotto Liquori.

Raccontare, le storie delle persone è importante, soprattutto se queste persone sono parte di un’azienda. Il mondo, in fin dei conti, è fatto di storie. E alcune sono così semplici e allo stesso tempo significative che non raccontarle è quasi un peccato. Storie di persone qualunque che magari un giorno si svegliano e fanno qualcosa di inaspettato, di persone che riescono a cambiare le cose. Sono queste le storie che ci piacciono, perché lasciano il segno e perché, nella loro semplicità, si possono raccontare e condividere.

Carlotto nasce nel 1919 anche se le radici portano indietro nel tempo fino xv secolo. La lunga storia di quest’azienda, rimasta sempre a conduzione familiare, è uno dei tanti esempi di come l’economia reale e il tessuto sociale dell’Italia resiste e si espande sui mercati internazionali dove il made in Italy è apprezzato proprio per le peculiarità e le diverse identità di ogni prodotto e di ogni produttore.

A Daniela Carlotto, alla guida dell’azienda, abbiamo chiesto dove risiede il segreto di mantenere un successo e un posizionamento come il loro?

La famiglia Carlotto è il successo, sono passati quasi 100 anni dalla fondazione dell’azienda che è passata da padre in figlia, le radici la portano indietro nel tempo fino XV secolo, la storia ha unito la famiglia e resa più orgogliosa della propria eredità di produttori di liquori speciali, portandola a garantire ai propri clienti un elevato standard qualitativo molto apprezzato.

Quanto conta la dimensione e conduzione familiare in un’azienda, verso il mercato italiano e verso quello internazionale?

Sempre più clienti si avvicinano alla Carlotto Liquori perché vedono in noi la perfetta controparte con valori umani e solidi principi che le grandi multinazionali non hanno. Un’azienda con una storia alle spalle che guarda al passato per imparare ma proiettata verso il futuro, capace di fornire loro un servizio cucito su misura fornendo una vasta gamma di prodotti, dai liquori come Il Rosolio, l’Amaro 900 e, lo Zabaione.

La componente storica affascina e rende ancora più esclusivo il rapporto tra la ditta e il cliente. Una cosa indispensabile e che ci caratterizza come azienda seria e dedicata è la costante presenza dei membri della famiglia nei vari mercati di interesse, mostrando interesse non solo verso i nostri distributori ma anche verso i loro clienti.

Nel cambiamento di gusti e consumi avete apportato modifiche alle vostre ricette? E quanto pesa la segretezza di alcune di queste per mantenere l’identità?

Nell’arco di quasi 100 anni sono stati creati molti prodotti,alcuni non sono più in portfolio, ma quelli che sono rimasti non hanno subito modifiche di ricetta e produzione, i Liquori Carlotto possono essere definiti veri e propri “reperti archeologici”ovviamente oggi giorno l’azienda si è evoluta e modernizzata ma per alcuni prodotti storici come il BiancoRosso, il Cordiale, la Sambuca sono rimasti invariati. Ogni azienda ha i suoi ingredienti segreti che la differenziano dalle altre, questi ingredienti sono il sigillo qualitativo di ogni azienda e noi come le altre ne custodiamo il “segreto”.

Daniela nel 2018 è prevista l’introduzione di qualche nuovo liquore?

L’anice, sarà una novità, è una tra le spezie più conosciute ed usate in tutto il mondo fin dall’antichità. Molto diffusa tra gli egizi, greci e soprattutto tra i romani in quanto questi ultimi la usavano per insaporire pietanze a base di pollo, maiale e verdure, nonché per aromatizzare un dolce cotto in foglie di alloro e dei piccoli dolcetti speziati che venivano serviti a fine pasto. Le proprietà digestive sono ricordate da Teofrasto, Dioscoride e Plinio il Vecchio che suggeriva di dormire su cuscini poggiati su qualche seme di anice per scongiurare gli immancabili incubi dovuti alla cattiva digestione.

Obiettivi per il 2018?

Il nostro compito è quello di lavorare per soddisfare la domanda e in determinati mercati non spingerci al di là della nostra capacità, altrimenti finirà con l’essere controproducente, mantenendo quello che di buono è stato fatto fino ad ora, ed espandersi in qualche mercato estero, trovando dei validi partners.

Daniela, se dovesse attribuire alla sua azienda un aggettivo, quale sarebbe il più adatto?

Magica!

Entrare alla Carlotto Liquori vieni assolutamente rapito e, se non ci sei mai stato ti consiglio di farlo al più presto, per MadeRural si è rivelata una scelta azzeccata, a ben vedere, che ci ha permesso di vivere la straordinaria esperienza e di aggiungere un importante tassello alla conoscenza del territorio.

Info e Link Utili
Negozio:
Via Mastini, 8
Valdagno (VICENZA)

Liquoreria- Locale Storico:
Via Garibaldi, 34
Valdagno (VICENZA)
http://www.carlotto.it

Fonte: Made Rural

Comunicare Digitale: Forum Europeo Digitale 15 anni di storia, chi partecipa a Lucca?

26 Marzo 2018 |  Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Commenti disabilitati

Lucca, 15 Marzo 2018 – Comunicare Digitale è orgogliosa di annunciare i prossimi eventi inseriti in LUCCA 2018, previsti per i giorni 14 e 15 Giugno nel suggestivo scenario del Real Collegio.

Il Forum Europeo Digitale festeggia le 15 edizioni, da quando, nel 2004, fece la sua nascita nello scenario suggestivo di Villa Bottini a Lucca.

In 14 edizioni, 539 speakers in rappresentanza di 39 paesi, 3.733 delegati e 761 società europee hanno dato vita ad un Think Tank di alto livello, un riconosciuto networking professionale, sempre ricco di assolute anteprime.

L’edizione 2018 celebra un passato ricco di traguardi ed ospiti, ma soprattutto un presente ancora ricco di opportunità e novità, con in testa il 5G, UHD-HDR, SAT, OTT, VR/AR, NGX ed il prossimo SWITCH OFF.

Si rinnova la collaborazione con ULTRA HD FORUM ITALIA, la principale associazione di filiera dell’industria italiana, che raggruppa le primarie società della tv, dei media e della tecnologia, dopo l’uscita del nuovo UHD BOOK v.1.0 ed il rotondo successo del HBBTv Symposium di Roma. Nell’edizione 2018, torna il TECHNOLOGY CENTER, vetrina di eccellenza ed anteprime da parte dell’industria di settore.

LA PARTECIPAZIONE E’ GRATUITA e si consiglia l’iscrizione sul sito http://www.forumeuropeo.tv, per partecipare a tutte le attività dell’intenso programma di LUCCA 2018, che il 21 Marzo annuncerà i primi speakers, tra i quali la Commissione Europea, DVB, Mediapro, IHS Markit, La Liga, Sky Italia, Fox Networks Group, United Group, tra i tanti confermati!

http://www.forumeuropeo.tv
@ComunicareDigit – ForumLucca

Innovare non è solo creare qualcosa di nuovo, ma anche rendere attuali valori e tradizioni di un tempo. Hanno reinventato una tradizionale azienda agricola trasformandola in una fucina di idee e progetti dove sviluppare percorsi per far conoscere il vino e il territorio.

Osservare il mercato ascoltando i nostri clienti” sintetizza in modo eloquente la strategia messa in atto dall’ azienda Terre Gaie di Vò Euganeo, esempio di efficienza e innovazione i cui punti di forza sono dati dalla sua esperienza nel rispondere alle esigenze del mercato in tempi rapidi ed investire molto in tecnologia e idee.

L’azienda Terre Gaie è caratterizzata da tre parole chiave: evoluzione, crescita e successo, imprescindibili dalla qualità dei suoi vini, certamente il territorio da il suo importante contributo. I vigneti dell’azienda si estendono su una zona collinare ben esposta al sole, il cui terreno fertile.

Il progetto Terre Gaie nasce prima di tutto nella mente di Salvatore Lovo nell’autunno del 2002 e la moglie Rita, enologo diplomato alla scuola di Conegliano e già consulente per diverse aziende toscane, marchigiane, abruzzesi e venete, ha atteso Silvia, la figlia, che terminasse la laurea e dal 2014, nascita dell’azienda, la tradizione continua, grazie alla dedizione e alla passione.

In un mondo agguerrito come quello del vino, il coraggio, la gioventù e la voglia di fare, E’ questa la filosofia di Terre Gaie, innovazione, determinazione e forza, che ha portato l’azienda in pochissimo tempo a conquistare il mercato europeo e gli Stati Uniti.

L’azienda di oggi rimane una realtà a conduzione familiare e, vuole rendere il loro vino specchio del territorio, del terreno e degli uomini che ne sono artefici. Desiderano curare direttamente e meticolosamente ogni fase della produzione dalla pianta alla bottiglia, finanche all’ultima tappa della commercializzazione, selezionando personalmente la nostra clientela, che prima di accogliere il nostro prodotto, deve comprendere il nostro spirito e quanto riponiamo in esso.

Potremmo definirla un’azienda storica eppure giovane, legata alla tradizione eppure percorsa da un continuo fermento di idee. Un fermento che può nascere solo dalla passione per quel che si fa, che porta a mettersi in gioco, a imparare dal passato per generare nuove idee che potrebbero diventare grandi nel futuro.

Oggi, grazie ad una solida unione ed una forte cooperazione tra Salvatore e sua figlia Silvia, Terre Gaie prosegue il suo viaggio verso un successo tutto spumeggiante.

Link e Indirizzi utili
http://www.terregaie.it
Mail: info@terregaie.it
Via Mattiette, 550 –
35030 VO’ (PD) – ITALY
Telefono: +39 049 9940462

FonteMade Rural

Quella di Patrizia Baraldo si è realizzato, con mera soddisfazione ha tirato fuori un sogno dal cassetto e gli ha dato vita. Come il burattinaio dà un’anima ai suoi pupazzi, la mamma e nonna della famiglia Baraldo ha trasformato il raccolto della sua terra in agrodolci, sott’oli, confetture, e sott’aceti.

Da una terra vissuta come la pianura veneta, conosciuta, amata e rispettata è sorta nel 2017, ma con radici pregresse, nasce “La Dispensa di Patrizia”. Sono ormai 3 generazioni che la nostra famiglia è impegnata nella coltivazione,preparazione e distribuzione di verdure fresche.

Strettamente collegata alla Azienda Agricola Baraldo, nasce dal 2017 il nuovo brand “La Dispensa di Patrizia” una azienda che può contare su una tradizione familiare di oltre quarantanni: prima il nonno, poi il padre e oggi i figli Fabio, Michele e Andrea, hanno fatto nascere, crescere e modernizzare l’azienda, sempre nel rispetto per la natura e per le sue risorse.

Una squadra giovane che sprizza simpatia

Un’azienda a conduzione familiare abbia i suoi aspetti positivi, non solo sul piano della qualità del prodotto, ma anche su quello dei rapporti umani, che un certo tipo di industrializzazione ha ridotto al minimo. Qui da noi non c’è il problema del numero, c’è solo l’attesa paziente di chi approfitta per osservare, vedere, capire, apprezzare.

L’azienda si è continuamente evoluta sia dal punto di vista dimensionale che tecnologico, mantenendo sempre viva la passione per una qualità che fa parte del loro modo di vivere ogni giornata.

Il lavoro di ogni giorno è sulla tavola di chi ci sceglie

Consideriamo molto responsabilmente il nostro lavoro giornaliero per non tradire mai la fiducia di chi sceglie di portare a tavola i nostri prodotti. Ogni singola fase del processo produttivo è sottoposta ad un ferreo controllo di qualità: iniziando dalla semina, passando alle coltivazioni, raccolta, mondatura, lavaggi, asciugatura ed infine al confezionamento.

Il prodotto finale deve soddisfare i più ferrei standard qualitativi per assolvere le caratteristiche che le certificazioni richiedono, ma soprattutto per un senso di responsabilità nei confronti dei nostri Clienti. Trattiamo alimenti che sono fra i più naturali e salutari che si possa portare a tavola e questo ci impegna giornalmente nel lavorare con la massima onestà ed attenzione.

E forse spiega in piccolo la distanza che corre tra i prodotti industriali e quelli di aziende come La Dispensa, cioè la distanza tra un’etichetta incollata da una macchina in un secondo, e un’altra che prende forma con lenti gesti delle mani e tanto meglio se nel territorio ci sono delle buone “università”

Link e informazioni utili
http://www.ladispensadipatrizia.it
Via Arzerdimezzo, 9/B
35020 Pernumia (PD)
info@ladispensadipatrizia.it


Fonte
Made Rural

Passione, amore, qualità

Il workshop gastronomico alla scoperta dei sapori del Veneto, un inno alla buona cucina, un’idea innovativa per aprire la porta sul mondo dei sapori e delle ricette che danno loro vita. E’ dalla scoperta e ricerca del sapore che nasce il gusto consapevole e l’amore per il cibo. “Alla ricerca dei sapori perduti” nasce dall’idea che ogni pasto è la scelta consapevole di portare nella propria tavola prodotti selezionati, lavorati e trasformati nel rispetto dell’ambiente e di alti standard qualitativi.

Il Pastificio Artusi nasce dall’incontro tra una passione e un’idea. La passione è quella della pasta e l’idea è quella di allargare la gamma dei prodotti, trovando nuove forme e nuovi gusti, rispettando la cultura culinaria italiana, privilegiare l’arte di “creare la pasta” selezionando alcuni tra i più tipici e gustosi formati. Un’azienda a conduzione famigliare dal solido percorso, fiore all’occhiello della nostra regione per la sua capacità di essere allo stesso tempo storica e innovativa.

Oggi l’azienda produce 150 tipi di pasta e, guarda con entusiasmo alle nuove sfide del mercato propongono, e si candida come partner irrinunciabile per i clienti che pretendono qualità, prodotto di alto livello. Pastificio Artusi, si presenta nel 2018 con nuovi prodotti, fantasia, creatività e passione sono i fondamenti alla base del dinamismo dell’azienda padovana, che ha puntato con decisione di proporre prodotti alternativi di elevato profilo nutrizionale.

Cappellacci fatti a mano

Cappellacci, tanto amati sono preparati con pasta fresca all’uovo e farciti con un ripieno di radicchio di Chioggiaformaggio Crucolo trentino dolce e intenso, ne esce una raffinata combinazione, dove spicca il gusto.

Il risultato di questo connubio tra due sapori forti, che l’eccellenza evolve con il gusto inconfondibile, si potrebbe definire un prodotto unico nel suo genere, un prodotto che stupirà tutti gli ammiratori delle tradizioni.

FonteMade Rural

“I sapori della tradizione”
Lo sai bene tu che mi leggi da un pochino che infilarmi nei dietro le quinte delle realtà produttive locali è diventato un mio piccolo marchio di fabbrica, una caratteristica che mi contraddistingue. Scoprire il percorso che ha portato un’impresa al successo, è per me fonte di grande stimolo e ispirazione, nonché l’apoteosi della mia attività di local blogger.

Ed è grazie alla famiglia Baraldo, che La Dispensa di Patrizia è la fondatrice, se oggi posso aggiungere un nuovo tassello alla mia conoscenza del territorio. Il Veneto operoso che amo raccontare, così ricco di ingegno e passione da cui mi faccio volentieri coinvolgere e che non manco di riversare in queste pagine.

Un’azienda giovane e dinamica che ha improntato tutto il suo essere come continuo di un’idea messa in opera anni fa dal suo fondatore. La politica aziendale è basata principalmente sul rispetto della terra, anima e fattrice di ogni cosa, e sul rispetto dei suoi frutti e dei suoi tempi.
Elemento fondamentale per le produzioni è la qualità della materia prima che viene programmata e controllata dalla scelta del seme al raccolto, a cui va aggiunta una produzione artigianale di conservazione.

Come una vecchia bottega piena di storie, sapori e profumi, cibi venduti in cartocci di carta, rapporti umani e tempi dilatati, “La Dispensa di Patrizia” è una pausa ricca di cose buone, è il profumo del Veneto, materie prime di eccellenza.

È questo il benvenuto de La Dispensa di Patriziail nuovo concept dell’azienda agricola Baraldo di Pernumia, un progetto lungo ben 4 anni e iniziato nel 2014; esso ha richiesto tanti sforzi, prove su strada e altrettante conferme. Un progetto iniziato da pionieri nel settore, un nuovo tassello di eccellenza che stanno trasformando questo lembo ai piedi dei Colli Euganei in un vero e proprio Paradiso Gastronomico.

Ci sono prodotti che nella dispensa non possono mancare, A volte percorriamo tanti e trafficati chilometri per trovare la qualità ed il gusto dei piatti, l’amore per il cibo e la volontà di una costante ricerca della qualità e del prodotto, hanno fatto della Dispensa di Patrizia, una miniera di preziosi elementi.

Nulla è lasciato al caso. Ogni singolo ingrediente è frutto dell’orto della Agricola Baraldo e di una ricerca gastronomica costante e attenta al territorio per scoprire piccole produzioni artigianali sempre di altissimo livello.
La Dispensa di Patrizia propone una fusione di sapori tra territorio e creatività, fatta di ingredienti molto freschi a partire dalle verdure che sono totalmente di produzione propria, oggi vogliamo darvi un piccolo assaggio, continua…

FonteMade Rural

A Padova il 24 novembre il Ministero della Salute promuove «BSave 2017»,
tavola rotonda con i maggiori esperti italiani di diritto, medicina legale e «bloodless medicine»
Obiettivo: il rispetto del paziente, migliorare i risultati clinici e risparmiare denaro pubblico.

Negli ultimi anni sempre più pazienti rifiutano il trattamento trasfusionale con emocomponenti. I cosiddetti pazienti «bloodless» (così vengono chiamati nella letteratura scientifica internazionale) non sono più soltanto i Jehovah’s Witnesses (JW, i Testimoni di Geova), ma anche pazienti che non adducono motivi di tipo religioso o spirituale, i quali desiderano evitare quello che Natureha recentemente definito il «trapianto liquido», con tutte le sue evidenze scientifiche di immunodepressione e sovraccarico cardio-polmonare, in quanto «la trasfusione di sangue più sicura è quella che non viene somministrata» (Save blood, save lives – Nature, Vol 520, 2 April 2015, pp. 24-26).

Ma non è solo Nature a denunciare l’abuso del trattamento emotrasfusionale da parte dei medici di tutto il mondo: negli ultimi anni si è registrata un’imponente produzione bibliografica internazionale in merito alla trasfusione di emocomponenti e ai suoi risultati clinci. Studi su ampi campioni di popolazione e metanalisi hanno correlato la somministrazione di trasfusioni di componenti ematici ad un aumento della mortalità, morbilità, degenza ospedaliera e delle infezioni  nosocomiali a fronte di una limitata capacità di trasporto di ossigeno delle emazie conservate. Inoltre, strategie cliniche che fanno ampio uso di trasfusioni al netto dei costi rappresentano un grande spreco di denaro per gli ospedali.

Se n’è accorta anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità che, sulla base di tali consolidate evidenze coniugate ad un elevato costo economico per utilizzo e gestione degli emocomponenti  ed alle sempre maggiori difficoltà di approvvigionamento di materiale ematico sicuro, dal 2010 promuove il programma di Patient Blood Management (PBM) approvando una risoluzione vincolante per gli stati membri (WHA63.12, 21.05.2010): non è solo il «buon uso del sangue», ma si tratta di una strategia multidisciplinare e multimodale che mette al centro la salute e la sicurezza del paziente, ottimizza la risorsa-sangue del singolo, migliora i risultati clinici e riduce in modo significativo l’utilizzo dei prodotti del sangue, affrontando tutti i fattori di rischio trasfusionale modificabili, ancor prima che sia necessario prendere in considerazione il ricorso alla terapia trasfusionale stessa.

Ecco che il medico, portatore di conoscenze e abilità capaci di curare e trattare patologie, è soggetto che diviene punto di incontro tra le richieste del paziente e nuove prospettive terapeutiche. Punto di incontro e… scontro. Nel nostro paese il PBM è ancora agli albori e poco diffuso: viene da tempo applicato sui pazienti bloodless in pochi centri di riferimento per pazienti JW, ma dovrebbe essere applicato a tutti i pazienti in modo capillare. Il programma viene recepito dal Ministero della salute nel 2015 e più recentemente un Decreto prevede che siano definiti e implementati, su tutto il territorio nazionale, specifici programmi di PBM sulla base di specifiche Linee Guida – sconosciute alla maggioranza dei medici italiani – emanate dal Centro Nazionale Sangue (CNS), organo dell’Istituto Superiore di Sanità.

Ma alle difficoltà cliniche si intrecciano le problematiche medico-legali: in Italia ancora non è stata approvata la legge sul testamento biologico, e tale mancanza crea disorientamento tra gli operatori. Pertanto, quali sono le prospettive anche in ambito medico-legale?

Bsave 2017, organizzato dalla sede di Medicina Legale del dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova con la partecipazione di COMLAS (Società Scientifica dei medici legali delle Aziende Sanitarie del Servizio Sanitario Nazionale), si propone di analizzare il tema del rifiuto della trasfusione di emocomponenti da parte del paziente adulto, le relative implicazioni medico-legali, giuridiche e cliniche. La giornata si compone di una prima parte medico-legale e gestionale in cui sarà presentato il programma nazionale Patient Blood Management da parte del Centro Nazionale Sangue e di una seconda parte utile ad illustrare esperienze di elevato livello scientifico nell’assistenza medico chirurgica, attraverso l’impiego di strategie emoconservative. Particolare attenzione sarà posta alla presentazione di  modelli assistenziali di elevatissimo livello qualitativo per la gestione e prevenzione dell’anemia tramite risorse non ematiche, al fine di consentire l’attuazione di procedure medico-chirurgiche che garantiscano elevati standard di sicurezza per il paziente, senza il ricorso a trasfusioni di emocomponenti. L’evento è patrocinato da oltre 25 società e associazioni scientifiche nazionali, tra cui AIFA e Ministero della Salute.

Per info e iscrizioni: www.bsave.care

Il rifiuto alla trasfusione nell’adulto: quali prospettive? – BloodSave2017
Azienda Ospedaliera — Università di Padova
Policlinico Universitario
Aula Morgagni — Via N. Giustiniani 2, Padova

“Il Veneto in bocca”
Ho ricevuto un dono speciale, di quelli che fan salire l’acquolina in bocca e mettono voglia di cucinare. Un dono della mia terra che porta con sé tradizione e gusto, ho ricevuto un dono da parte di un amico, un paio di confezioni di pasta e, che pasta!

Per un’azienda a conduzione familiare come il Pastificio Artusi, le norme ed i valori sono un fattore fondamentale nei rapporti con i clienti ed i partner, allo stesso modo del raggiungimento degli obiettivi aziendali. Sono consapevoli della loro responsabilità a livello economico e sociale e la gestiscono in modo proattivo.

Il pastificio Artusi rispetta la cultura culinaria italiana,  privilegia l’arte di “creare la pasta” selezionando alcuni tra i più  tipici e gustosi formati. Abbina sapientemente ingredienti di alta  qualità, tipici e naturali, rispettando l’arte della preparazione dei  suoi prodotti, per soddisfare anche il pubblico più esigente.

Ottenere un piatto di pasta sano, nutriente e gustoso significa ponderare con … le tappe operative e, proprio come accade con le parole. Valorizzare la diversità e perseguire l’eccellenza, permette di capire che siamo il risultato di scelte fatte nel passato e che saremo il frutto delle scelte per il futuro.

Per i suoi prodotti il Pastificio Artusi sceglie ingredienti sempre  genuini: nessun conservante, nessun additivo o coadiuvante tecnologico  viene aggiunto,  per ottenere un prodotto 100% naturale.
Nel rispetto del proprio territorio, della storia e della gastronomia  locale, il Pastificio Artusi prepara la sua pasta ripiena con i  migliori ingredienti: formaggio Asiago DOP, Speck Alto Adige IGP, carne Chianina IGP,  formaggio Montasio DOP , formaggio Piave DOP ,prosciutto di Sauris IGP,prosciutto crudo LEVI ,Parmigiano Reggiano. Il Pastificio Artusi ha  riportato in produzione prodotti storici quali: le antiche paste  di grano “Senatore Cappelli”, i Bigoli Moro e il tortellino con Gallina Padovana Pro Avibus, quest’ultimo in collaborazione con  l’Istituto Agrario di Padova.

Abbiamo incontrato Enrico Artusi, socio con il fratello Alberto, e le abbiamo chiesto da cosa si differenzia la vostra azienda ?

Nata nel 1998 pastificio Artusi, nel 2003, proprio per ottemperare a tutte le normative di legge in materia, aprono un nuovo laboratorio che li mette in condizioni di ampliare l’assortimento, la società ha intrapreso una strada, valorizzare le scelte e puntare esclusivamente sulla qualità e soprattutto 100% di filiera italiana.

In quali mercati operate?
Lavoriamo per il 70% in Veneto e, il restante 30% del mercato è all’estero

Rapporti con internet?
Siamo in una fase iniziale, abbiamo di recente migliorato il sito internet per dare all’utente una maggiore informazione, ora stiamo anche lavorando sulla comunicazione che deve essere maggiormente seguita.

3 prodotti che porterebbe sulla luna?
Della pasta fresca con grano integro timilia, una forma di formaggio bastardo del Grappa e, se fosse possibile anche una birra del territorio, che ne dice di Birra Antoniana!

E il futuro?
Il potere di spesa si è ridotto, però, per noi italiani la pasta è indispensabile !
Infine va sottolineato che in questi ultimi anni il Pastificio Artusi  ha profuso un sempre maggiore impegno sul fronte delle garanzie  igienico-sanitarie nella produzione e nella tracciabilità delle  materie prime, per garantire al consumatore finale un prodotto  sempre più sano e di qualità.

FonteMadeRural

Wineplan è la prima piattaforma online che offre a enoturisti di tutto il mondo la possibilità di prenotare tour enogastronomici nelle migliori cantine.

Wineplan.it è la prima piattaforma online che offre alle aziende vitivinicole la possibilità di vendere tour in cantina a enoturisti provenienti da ogni parte del mondo. Il portale consente di avere una vetrina in più, personalizzabile, che possa essere utilizzata non solo per raccontare la propria storia, promuovendo la qualità del vino e le eccellenze del territorio, ma anche per proporre le proprie offerte enogastronomiche e disporre gratuitamente di uno strumento online di prenotazione e gestione delle prenotazioni.

L’idea nasce 4 anni fa. “Avevo voglia di esplorare e conoscere il mondo del vino attraverso le cantine, ma non riuscivo a trovare il modo, perché non c’era un servizio che ne riunisse le offerte e spesso ero costretto a contattarle singolarmente” – spiega il CEO Daniele Siena. Da questa esigenza, l’idea di provare a creare un marketplace online, su modello di Booking.com o Airbnb.com, che potesse aggregare l’offerta enoturistica per gli enoappassionati e, nel contempo, dare visibilità alle aziende vitivinicole che offrono tour e degustazioni. Grazie al lavoro e al sostegno dei soci Giuseppe Mura, Claudio Cammarata ed Eliana Romano, di Giovanni Quaglino, Strategic Advisor, e alla partnership con Starboost, Company Creator e co-founder del progetto, Wineplan ha preso finalmente forma.

Quello dell’enoturismo è un mercato da circa 3 miliardi e mezzo di euro l’anno.
Solo in Italia sono 10 milioni gli enoappassionati che hanno scelto di vivere una esperienza in cantina nell’ultimo anno. Tra questi, una percentuale sempre crescente effettua la propria ricerca online, tramite dispositivi mobile o pc. Tuttavia, non tutte le aziende che propongono offerte enoturistiche sono aggiornate digitalmente e spesso non riescono a fornire informazioni sufficientemente dettagliate. Wineplan può essere d’aiuto offrendo la possibilità di avere online uno spazio in più – personalizzabile e gratuito – e testarsi sul campo. Il portale, inoltre, dà la possibilità di consultare la piattaforma per approfondire la propria conoscenza sul mondo del vino, sulle cantine e sulle loro offerte, individuare il tour più interessante – grazie anche a filtri di ricerca avanzati – ed effettuare la prenotazione con pochi click.

Wineplan è online da pochissimi giorni ed è partito con due regioni pilota, Sicilia e Sardegna, ma sta già catturando l’interesse di molte aziende in tutte le regioni italiane che hanno scelto di aderire al progetto, registrandosi gratuitamente e cominciando a vendere i propri tour.

Per informazioni rivolgersi a Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni:
– social@wineplan.it – tel. +39 0924041361 – cell. +39 3398872853